Archive for May, 2006

…will have a good home

Friday, May 19th, 2006

Il 28 maggio Autorun riapre i battenti.

still disconnected but working on it

Sunday, May 14th, 2006

Lo so, non aggiorno da dieci giorni e credetemi, la cosa mi pesa.
I blog sono come delle piante: vanno curati con le parole, le immagini, i sentimenti. Eppure in questo momento, per me, è come dover innaffiare il terrazzo di una casa al quinto piano senza ascensore di un’altra città (metafora per = scrivere post dagli Internet Point è davvero difficile, oltre che una rottura di C***O indescrivibile).

Tuttavia, giugno arriva tra un paio di settimane ed io avrò una casa, quindi Autorun ritornerà ad essere attivo come e più di sempre, una volta aggiustate anche alcune cosine del sito cui per mancanza di tempo non ho affatto potuto mettere mano.

Insomma sono molto ben lontana dal chiudere, anche se per questioni strettamente pratiche sono costretta ad una pausa. Anzi, è proprio per fare le cose per bene e non scrivere due catalante di tanto in tanto che preferisco aspettare di avere un luogo ed un tempo per dire qualcosa che sia spera sia rilevante.

Arrivo eh.

disconnected

Thursday, May 4th, 2006

Autorun questi giorni va a velocità molto ridotta per una serie di ragioni.

La prima e la fondamentale è che non ho internet a casa e pare che non riuscirò ad avercelo per le prossime tre settimane.
La seconda è che mi sto dando da fare per avercelo dopo quelle tre settimane, in una casa che potrò finalmente dire MIA.
La terza è che nella casa dove vivo attualmente non ho uno stereo che si possa dire tale.
La quarta è che, come avrete intuito da qualche post fa, non ho più un IPod.
La quinta, che è poi la somma di tutte le precedenti, è che non sono esattamente nelle condizioni spaziali giuste per ascoltare musica e scriverne.

La ciliegia sulla torta è che lo devo fare per forza altrove.

Insomma, scusate la parziale latitanza, ora ne sapete le ragioni.

the velveteen rose and the blank unstaring heiress

Wednesday, May 3rd, 2006

marissaThe Saga of Mayflower May è il disco che, più di ogni altro, mi fa pensare ai giorni pelle e ossa in cui preparavo la mia tesi chiusa tra le quattro mura squallide del mio appartamento di allora, completamente sola per settimane. Mi svegliavo alle sette e prendevo la mia tazza di acqua sporca direttamente sulla scrivania ascoltando la voce di Marissa Nadler, una di quelle voci che ti consentono di spostare la linea netta di demarcazione tra il sonno e la veglia.
Il suo folk è etereo, avant soltanto nella misura in cui raggiunge livelli di rarefazione molto alti: assomiglia alla musica che proverrebbe da una pianura completamente avvolta dalla nebbia nei primi giorni di novembre - un suono senza fonte visibile e senza forma.

Di Jana Hunter invece so che è una donna fiera che canta come un uomo, tanto che ad ascoltarla bendati la si direbbe tale. So che il suo disco si chiama Blank Unstaring Heirs of Doom, che trovo un titolo evocativo e spettacolare. E so anche che fa parte della Enlightened Family, la “famigghia” messa su da Devendra Banhart e la sua compagna Bianca, delle Cocorosie.
Il suo folk è filtrato ed effettato, non so neanche, a dire la verità, se lo si possa definire folk tout court. Mi fa pensare alla melodia sghemba che uscirebbe da un carillon a manovella al centro di una stanza vuota.

Marissa Nadler - Old Love Haunts Me in the Morning
Jana Hunter - myspace page

Tutta questa pippa è qui per ricordarvi che questa sera allo Zò Cafè di Via Berti, a Bologna,usuale serata Unhip ci porta le due signorine in un colpo solo. E salvo ottime ragioni, credo che perdersele non sia una mossa furba.

how to fuck up a perfectly good night with a number of consequences.

Wednesday, May 3rd, 2006

ovvero cosa non fare MAI ad un concerto se

avete voglia di bere del vino e sapete che nel locale dove vi recate non lo vendono (ed avete la gastrite, quindi non potete neanche bere birra ed il superalcolico si rivela corrosivo): portarne una bottiglia aperta in borsa, con tappo secondo voi ben piazzato, specie se il contenuto della vostra borsa prevede un cellulare, un registratorino digitale con cui intervistare la band che suona e, ciliegina sulla torta, un Ipod da 60 giga.

No, veramente, non fatelo MAI.
Specie se il giorno dopo c’è un ponte di tre giorni di festa.


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