Mi piacerebbe fare un sondaggio sull’argomento: “che cosa detesti di più, in assoluto, del giornalismo musicale italiano?”. Eppure il fatto è che le molte risposte (alcune agguerrite, altre maleducate, altre pacate e raziocinanti, alcune populiste ed altre ultrasnob) mi farebbero senz’altro capire di avere sbagliato domanda.
Ad esempio, personalmente, non risponderei “la faziosità”, “la brevità pressappochisa da Rolling Stone” oppure “il volo pindarico”. Prendo in giro ma apprezzo davvero Zingales, ammiro moltissimo chi sa scrivere una recensione in 1000 battute perfette che colgono in pieno lo spirito del disco (mi viene in mene Fabio De Luca), mi piace la prosa aulica/volgare di Bianchi ed, anche se non è italiano, credo che Everett True, asciutto e preciso come un dart da pub dritto al centro di velcro che vale 100 punti, sia il miglior giornalista indie del globo.
Non è questione di stile.
Quello che io detesto, e la cosa non puo’ che valere per il giornalismo ialiano perchè la faccenda è legata alla nostra bella lingua, l’abitudine terrificante e dilagante di mettere l’aggettivo prima del sostantivo.
Ok, lo so, sono pignola, sono ossessiva, quello che vi pare e per giunta devo averlo fatto anche io un paio di volte. Comunque, segue una lista di esempi.
“la folle danza”
“la delicata sonnolenza”
“la meticolosa cesellatura”
“claudicante maestosità”
“claustrofobico fascino”
“infelice lamento”
“terribile ardore”
sono solo frasi che mi vengono in mente su due piedi.
Adesso, però, provo con un semplice accorgimento ad invertire questo strampalato ordine grammaticale: ditemi voi se questi identici esempi non suonano molto meglio (oltre a sembrare meno da Ungaretti-dei-poveri)
“la danza folle”
“la sonnolenza delicata”
“la cesellatura meticolosa”
“maestosità claudicante”
“fascino claustrofobico”
“lamento infelice”
“ardore terribile”
Non so a voi, ma a me paiono molto meno ridicole. Con l’aggiunta che se trovassi queste stesse frasi infilate a caso in una delle mie riviste del cuore, non alzerei gli occhi al cielo pensando “ma chi lo dice che la recensione di XYX deve proprio assomigliare alla Cavallina Storna?”