questo non è un report e vi prego di non considerarlo come tale.
Piano Magic live @ Estragon ieri sera
L’Estragon mi fa sempre un po’ paura: è una specie di hangar e mette alla prova l’idea di concerto a Bologna, rappresentata, almeno per me, dalla saletta nera iper-romantica del Covo. Palco altissimo, nessuna atmosfera, dispersione di emozione, contrapposizione buio pubblico-artista illuminato choccante nella misura in cui incarna perfettamente la regola disconfermata dall’esibizione-indie. I concerti all’Estragon sono sempre inseriti nella cornice classica del “concerto”, insomma, senza sovversione geometrica delle distanze e del rapporto tra poli. E poi ci sono le luci sullo stage, che mi fanno pensare che ogni tanto il tecnico creda di avere a che fare con i Pink Floyd.
Il corollario di tutto questo è che per suonare bene all’Estragon bisogna “essere bravi”, e se dopotutto tanto bravi non si è, bisogna “avere le canzoni” (lì dove si legge una scissione tra talento compositivo e performativo). Mi ricordo dei Klaxons che fecero la figura degli stoccafissi pur suonando una bomba corporea come Atlantis, e mi ricordo di quanto fui delusa dal concerto degli Arab Strap, pure una delle mie band del cuore. Della Gatta s’è detto sin troppo. Per Modest Mouse e Built To Spill, la cui doppietta - non posso stancarmi di dirlo - consiste per me nell’equivalente vaticano di uno dei misteri di Fatima, staremo a vedere, ma sono ovviamente ottimista.
Ieri sera all’Estragon c’erano Piano Magic e Giardini di Mirò, e non posso dire di aver capito che i primi aprivano effettivamente per i secondi. Senza nulla togliere ai Giardini, che ho visto tante e tante volte, sono arrivata tardi, e la band di Glen Johnson stava sfoderando i suoi ultimi tre-quattro pezzi.
Il concerto dei Piano Magic è il primo concerto magnifico che vedo all’Estragon. Sarà che “Part-Monster” mi ha mangiato al primo ascolto e The Last Engineer è una delle canzoni più belle che la formazione abbia mai partorito, ma ultimamente non mi capita così spesso di restare immobilizzata davanti ad un live. Mi è successo ieri. Nonostante tutto. Nonostante l’Estragon ed i suoi problemi di scenario. La modestia di una band in giro da dieci anni con dischi quasi sempre ottimi è commovente e la presenza scenica di Johnson molto meno trasparente di quanto non ricordassi dall’ultima volta che li avevo visti, due anni fa.
“Avere le canzoni” e “saperle suonare” (due al prezzo di uno!), sfasciando i contro, penetrando le orecchie, il petto, i centri dell’attenzione in maniera così distinta a dispetto di un contesto così indistinto. Naturalmente non è lecito, e per molte ragioni, paragonare i Piano Magic ai Radiohead, ma una cosa, per me, hanno in comune: entrambi raccontano, fanno cantare e piangere i mostri dentro. Li domano, li dominano, li piegano e li strizzano muovendo i succhi gastrici come la luna con la marea.
Guardate il mio filmato di The Last Engineer (molto altro sulla pagina YouTube di Vitaminic)
May 20th, 2007 at 2:31 pm
non potrei dire di essere un fan di piano magic (eufemismo), ma se posso segnalo !!! come altro candidato a concerto magnifico all’estragon.
e dino jr.
:)
May 20th, 2007 at 2:40 pm
hai ragione; in entrambi i casi non c’ero. Mi dicono tutti che i !!! sono stati favolosi. E’ un altro problema in effetti: talvolta mi sono fatta vincere dal pregiudizio, e quando ho potuto ho preferito altri lidi. I Dino li ho visti tempo fa post-reunion, i !!! sarebbe stata la quarta volta….:)
May 20th, 2007 at 2:48 pm
io (e il povero paso, se non altro costretto a fare da autista) arrivo sempre *molto* presto per conquistare un posto che mi soddisfi in prima fila - perché non basta la prima fila, ci vuole anche il punto giusto della prima fila - mi sono parecchio stupita quando ho visto che erano i piano magic ad ‘aprire’, e non viceversa. sicuramente (?) i giardini qui da noi vendono di più, ma per tutta una serie di motivi davo davvero per scontato che questo genere di logica non venisse seguita, ieri sera.
mi è dispiaciuto, un po’ perché - anche io senza nulla togliere ai giardini di mirò - mi è parso ingiusto; un po’ perché porca miseria, hanno iniziato alle 22.15, e l’estragon grande com’è sembrava così desolantemente vuoto; un po’ perché di sicuro non sei l’unica ad essersi persa parte del concerto. che è stato molto bello e molto intenso fin dall’inizio.
e, che dire.. sono d’accordo più o meno su tutto, in testa l’adorazione per the last engineer.
[ma, da dove filmavi? a un certo punto mi è passata di fianco una ragazza che potevi essere tu ma secondo me non eri mica tu]
May 20th, 2007 at 2:49 pm
Da ospite sporadico delle serate bolognesi, confermo i !!! fantastici. E anche io spero nei Built To Spill..
ah, te ne sarai resa conto da sola, ma questo post (specie la parte finale) è la risposta alla domanda che ti facevi nell’ultimo meta-post: i report e le recensioni li scrivi altrove, mentre queste cose vanno bene qui :-)
May 20th, 2007 at 2:57 pm
Ele: sono contenta che abbiamo creato questo piccolo equilibrio - tu fotografi (benissimo, lo sai) io filmo (male, lo so). Comunue ho filmato proprio The Last Engineer. Proprio in questo momento al piano di sopra di casa mia c’è qualcuno che sta tentando strenuamente di regolare i volumi per renderla accettabile! None ro in prima fila comunque, ero tra le ultime, perchè sono arrivata, appunto, tardi ed ho perso un sacco di concerto. D’accordo con te su tutto. Per nulla togliere, ribadiamolo.
Disorder: mmm, è vero. Ne ho scritto qua anche perchè sono esonerata dallo scriverne da qualsiasi altra parte….si, pippa mentale a go-go.
May 20th, 2007 at 7:46 pm
Non ho avuto la possibilità di frequentare tanto il “nuovo” estragon. Penso che tu abbia ragione sulla scissione tra talento compositivo e performativo…però devo ammettere che ho visto anche brutte esibizioni al covo (che è un posto fantastico, ma l’acustica a volte lascia a desiderare, se poi ci aggiungi la mancanza di talento performativo!).
Ad ogni modo non amo molto i concerti in spazi così grandi (così come nei festival)…però per un gruppo che ami ti adatti.
Gli Arab Strap anche a me hanno deluso un pò, e suonavano in una sala più piccola dell’Estragon. Gruppo insostituibile (per me). Ma dal vivo non erano granchè (magari sono stato sfigato io a beccarli nella serata sbagliata)
May 20th, 2007 at 8:04 pm
si beh, anche io ho visto brutti concerti al Covo, ci mancherebbe. Ma il fatto di essere al Covo di solito mi consola comunque.
May 21st, 2007 at 10:50 am
quando vedi un concerto iniziare con no closure e saint marie anche quel palco altissimo, il locale vuoto (come diceva ele), il cemento e la contrapposizione buio pubblico/artista illuminato diventano mostri stritolati. e abbandonati fuori. tra le macchina parcheggiate e le mille luci del luna park.
May 31st, 2007 at 4:11 pm
d’accordo su tutto e soprattutto sul fatto che l’estragon sia un hangar: io ci vedrei meglio ben altre band, ed infatti ho grosse aspettative sul concerto degli isis (anche se credo tu non li apprezzi! :DD)
Comunque l’ansia di vedere finalmente i piano magic mi hja ripagato.
PS: se quella sera avevi una gonna lunga e degli scarponcini neri alti, allora ti ho visto!!! Se non avevi gonna e scarponcini non ti ho visto.
June 5th, 2007 at 1:16 am
Confermo il bel live di Piano Magic anche qui a Roma.
Ma i Telefon Tel Aviv che han suonatodopo di loro mi sono piaciuti mooolto di più….
July 17th, 2007 at 8:35 pm
ma quando torni a scivere qualcosa?