and it felt like a kiss
Ieri sera al Pink Sound of the Moon ho passato una serata deliziosa. Ho proposto una selezione esclusivamente femminile, che andava dai favolosi 60s al right here right now. Ho ballato. E sono stata veramente felice quando ho visto Emiliano, uno degli organizzatori, cantare a memoria la sempiterna Sweet Talkin’ Guy delle Chiffons. Invece, delle graziose Midaircondo non ho molto da dire. Non è il mio genere e sono andata via presto. Ma il Coccobello era veramente pieno e loro mi sono sembrate molto brave (lui vi potrebbe offire una descrizione di gran lunga migliore). Non dimenticate di fare un salto in quel di Carpi per le altre date della rassegna, ne vale la pena - next week Barbara Morgenstern ed Anais ai cdjs.
Comunque. Ieri sera ho aperto con una incredibile canzone di Carole King: He Hit Me (And It Felt Like a Kiss) nella versione marziale e dilatata delle “spectorettes” Crystals. Carole l’aveva scritta per disgusto. Perchè la sua baby-sitter (a sua volta una chanteuse giovanissima dell’epoca) una volta tornò a casa coperta di lividi, sostenendo che chi l'’aveve picchiata l’avesse fatto per amore.
Adoro questa canzone per una varietà di ragioni. Al di là dell’accusa palese nei confronti della violenza domestica, io credo che il dito venga puntato sul tema scottante che congiunge femminilità, sottomissione e masochismo. La trovo attualissima. Era attualissima anche ai tempi, quando fu bandita dalle radio e Carole fu duramente accusata da una serie di bigotte e bigotti che non riuscivano a vedere al di là del loro naso.
Cercando un video dell’interpretazione originalemi sono imbattuta nella cover che ne hanno fatto i Grizzly Bear. Per qualche ragione mi sembra estremamente in fit con la loro poetica. Ne hanno fatta una (volgare, diversa ma per me molto bella) versione anche le Hole. Le riporto entrambe qui di sotto, precedute da una specie di montaggio fotografico dell’originale delle Crystals. E’ tremendo, ma è una buona maniera per evitare di farvela ascoltare, postare un mp3 e farmi citare in causa da quel porco di Spector, che è notoriamente gelossisimo dei suoi molti copyrights.
July 28th, 2007 at 2:12 pm
Pezzo splendido. Conosci Joe Meek? Era una specie di Phil Spector inglese, produsse gente come Tornados, Petula Clark, Glenda Collins, Shirley Bassey….purtroppo il suo successo non arrivò ai livelli di Spector, cadde in depressione e si suicidò. Mi è venuto in mente dato che ha prodotto tantissimi gruppi femminili durante gli anni ‘60, e molti pezzi sono davvero splendidi.
July 29th, 2007 at 3:25 am
perché la versione delle hole sarebbe volgare? e perché i grizzly bear –maschi– sarebbero in fit con la loro *poetica*? (non è poetica, sono le botte..)
(avevo scritto altre 7 righe di commento. ma ormai ho capito che a quest’ora devo censurarmi :) )
July 29th, 2007 at 9:53 am
domande lecitissime. Quella delle Hole è volgare da un punto di vista puramente, come dire, “espressivo”: CL strepita e digrigna. “Volgare” non è in senso negativo. CL per me è sempre volgare. Questo non vuol dire che la sua volgarità non mi interessi, o che, appunto, consideri male la “volgarità” tout court.
Per i Grizzly, giuro che non so spiegare. La loro musica per me è d’alcova. Intima, sensuale anzitutto. Ed he hit me è ovviamente una canzone sensuale. Con risvolti leggermente perversi, come ho scritto nel post (tra l’altro. Ed Droste per me assomiglia a Serge Gainsbourg. E trovo che abbia un enorme fascino nonostante il visibile contrasto con una serie di canoni estetici vigenti). Quando dicevo “in fit” con la loro poetica” mi riferivo a quella dei Grizzly Bear, non delle Crystals, che sono sono veicoli, in questo caso - nobilissimi veicoli, certo - dell’sperienza della King. Non mi azzarderei mai a dire che “le botte” hanno una loro poetica.
July 30th, 2007 at 2:26 pm
http://www.youtube.com/watch?v=J2doVn6lWw0
July 30th, 2007 at 4:59 pm
ah grande tommaso! hai fatto un bel filmato….